QUASI AL CONFINE DELL’ OBLIO


DOROTHY  E  QUEL   PARTICOLARE

Hai  mai  avuto  quella strana sensazione della calma apparente ?  Momento in cui tutto  è  fermo  , immobile, statico, senza  respiro e non sai cosa sta per accadere  ?

A volte fa più male l’attesa e il dubbio  , che avere risposte dalla vita , secche , magari  dure, che potranno  far male , ma almeno  mettono un punto

” Giovanna “

Ecco  , se anche tu , come me , sei ansioso  , ora puoi capirmi !

Abituato a lavorare continuamente e  mai  rimanere fermo  , per nevrosi  , per dovere e  molte volte per piacere , trovarmi  in questo  limbo del  dolce far niente  mi ha  portato quasi al confine con il  cedimento  .  Ho  detto  quasi …..

Si perché  , davanti  ai possibili disagi , e  scenari catastrofici  che uno come me ,  può’ ipotizzare puntualmente , il mio sacro spirito  di  sopravvivenza si  rianima ,e,  dentro  alla mia testa , i pensieri si  affollano ,  con tutte le storie personali  di coloro  che sento  più vicino , la  comunanza del dolore  , un richiamo  forte e potente , uno strano  collegamento  , invisibile , che mi  conduce sempre verso la luce .

Pochi  giorni  fa , sono  andato  in garage , pervaso da vari  pensieri,  ,avevo   bisogno  di  sentire l’odore della pelle conciata , e riguardare , il mio tavolo di  lavoro , lasciato  in disordine , come antidoto  al malanimo che mi  stava inghiottendo  , avevo  bisogno  di  fare il  punto. 

Già  il  punto  , erano  mesi  che non rientravo nella tana  . Assenza giustificata .

Sempre in casa , a leggere e a far corsi  , per crearmi  future possibilità , a fare , a  recuperare il tempo  , di quando non potevo  , e ora …  E ora scendevo  le scale , maledicendo tutto e chiedendomi il perché di  questo schifo , di  questo  virus che mi  indeboliva , emotivamente  e finanziariamente , bloccandomi nelle azioni , in una assenza forzata e pensando  alla mia meravigliosa e fantasmagorica sfiga , che puntualmente  suonava  alla porta con un ciclo biennale .

Che bellezza ! 

Nell’aprire la porta della mia  tana,  ho  voltato  lo sguardo  verso  Dorothy , era in un angolo  che mi  guardava , piena di  polvere , sopra ad uno scaffale . L’ho subito presa per i  manici  e me la sono  portata in braccio  come volessi  coccolare , un gattino.

Pensavo  che dopo  tutti  i  casini  passati  , sono un sopravvissuto , e lei  è  nata da me , per mio volere, e ora,  qui , per ritrovare chi , cosa, non sapevo bene .                                                                     Mi è  bastato  passare una mano  sul  fianco per spazzolarla , dal  tempo trascorso  in solitudine ,per riconoscere la lavorazione che gli  avevo  restituito  .

Dorothy è nata dall’unione di una borsa e da un bauletto da uomo del  1960 quasi al confine dei ’70 , trovati al Mercato di  Sant’Ambrogio  a Firenze , contrattando a lungo , con quella vecchia volpe fiorentina che, a detta sua me li ha regalati per quel prezzo.

Il particolare della  cordonatura  a due livelli  , fatta con il ferro caldo di  nonno Aldino di  quando  faceva scarpe , mi ha fatto ricordare ,  che in quell’occasione malgrado  la sofferenza dovuta all’eccessivo  calore e i disastri  combinati  data la mia goffaggine  , richiamando più volte a raccolta tutti i  santi  , a gran voce come un ruspante bolognese può fare,  ero  contento  , felice perché stavo  creando  .

In quel  momento  eterno  e sublime , non esisteva nulla , ne preoccupazione , ne timore ne ansia , nessuno a parte me , la mia creatività allo stato puro .

E adesso , perché abbandonare tutto  questo  e annullarmi  , non è  giusto ,ne per me , ne per la mia famiglia , che crede in quello che faccio  e mi  ama a prescindere  , ed è  la prima a dirmi , va tutto  bene !

Tutto  questo  l’ho  scritto per ricordarmi  e  per dirti  di  non mollare e che anche nel tuo  mondo  fatto  di  tante cose esiste una Dorothy , pronta ad aiutarti  nel  momento  di  massimo  bisogno  , quando  tutto  sembra spegnere l’entusiasmo , basta un piccolo  particolare a farti tornare in sella e combattere . Ci saranno  sempre momenti  di assenza , dove tutto è  fermo,  ma non è  un problema , anzi ,è  un’opportunità per  pensare e capire cosa veramente vuoi e come , e quali sono le tue priorità .

Dentro  a Dorothy   , c’è  il mio  mondo  , fatto  di  amore per la pelletteria   , di  studio  , di cartoni e prove su  prove con salpe , per vedere gli  equilibri  delle forme, di confronto  , con me stesso , di  oggetti  e cose belle viste e osservate per il  mondo nei  mie viaggi , un riassunto del  piacere nell’esprimere anche un semplice gesto  come , martellare la pelle dopo  che gli  hai messo  il mastice .

Vedi , riflettendoci  bene , questo  periodo , in un certo  senso mi  ha fatto  bene , ti  dirò , anche nel  disperarmi  per come stava andando  la mia vita , perché  in  assenza di  un impegno  costante  , in compagnia solo del tempo per pensare  , ho  capito  l’importanza della mia famiglia , un ponte, un tramite ,che mi conduce  nel me stesso di tutti i  giorni , e, nella mia voglia di  creare e che quel  correre sempre e comunque per esserci  e stare al passo era ben lontano  da me ….

E a dirla tutta mi sono  rotto  le palle di  cavalcare l’onda dei  social  per esserci  , per fare business , ascoltare strategie  da guru webeti per far crescere il mio business ….. Rincorrere a tutti i costi  strateghi  dei punti  sul tabellone per  far guadagni  plus   , popolarità come non ci  fosse un domani  e investire tempo, pubblicando  la qualsiasi come atto  di  presenza , rubandolo  alla mia preziosa vita , a quello che mi piace veramente.

Faccio l’artigiano  , studio  e rincorro le proporzioni , creo  le forme  per catturare la bellezza.                                                                                                                                                                                        Ho deciso  di  pubblicare su questo  mio blog , contenuti  che mi piacciono, perché  amo condividere il mio sapere  , per diventare sempre più grande in  ” moltezza”.

 

 

 

 

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