IL BLOG DELLA RANA


MI CHIAMO MAURO , e ti racconto di me …

sono nato a Bologna nel 1972 , sono cresciuto con la passione del retro’ , del vintage , e per i vestiti sapientemente cuciti a mano da mia nonna , e da sua sorella , una donna minuta e scattante , quasi nevrotica , una tuttofare, che armeggiava anche con la pelle e il cuoio su corpetti per signore . Le sarte di casa , dedite al ” poco ma buono” e al rispetto delle poche cose che possedevano, mi hanno insegnato ad amare il mio lavoro e che dietro ad ogni creazione c’è molto di più.

IL LAVORO CHE FAI , CERCA DI FARLO AL MEGLIO, CHE SERVA PER LA SALA DA PRANZO O PER LA CAMERA DA LETTO , NON HA IMPORTANZA ….. IL LAVORAR BENE E’ UN ‘ARTE !

” Corina , la tuttofare “

Sai , ho sempre vissuto e convissuto da che ho memoria , con persone , che del loro mestiere hanno saputo farne un’arte , e credo ,anzi ne sono certo , quello che sono ora , è il risultato di parole e azioni della mia infanzia .

Chiari sono i ricordi dei giorni trascorsi con le mie due ” antiche muse “, che per tenermi sott’occhio , come da richiesta di mamma e papà , mi portavano con loro nella capanna magica , nella sartoria di casa , un luogo con poco spazio per camminare, perché pieno zeppo di “cose” arrotolate, fatto di colori e odori, dove giocavo e inconsapevolmente assorbivo l’amore per il fatto a mano e per il su misura .

Ho cominciato così, e mi ricordo ancora di quando seduto su di uno sgabello di rafia intrecciata , sotto gli occhi attenti e vigili delle donne, le aiutavo o ci provavo a ripulire i capi dalle imbastiture o a passare il pennello di colla su di uno scarto di pelle .

E poi , gli anni passano e cambia tutto come le stagioni , e finito il Liceo Artistico Statale di Bologna , di corsa a Milano per imparare un mestiere .

Negli anni ’90, le scuole di moda erano pochissime e costavano parecchio perché private , e il mio rendimento scolastico degli anni passati al liceo , non aveva convinto a pieno mio padre , il patriarca , ad investire così tanto ,e , convinto di un suo secco no , il mio mondo di desideri e sogni si sarebbe frantumato, la complicità delle mie due dolci fatine corse e concorse in mio aiuto e ,……. poi…

Milano ,e Parigi , gli anni più belli, sentendomi uno schifo , brutto , inadeguato ma con tanta voglia di imparare e di capire . Anni di grandi conoscenze, di maestri , da fotografi a stilisti e pellettieri con alle spalle alcuni di loro 60 anni di storia, con aneddoti da riempire libri con mirabili racconti e mai prima dall’ora avrei pensato di poter apprendere lavorare e collaborare con alcuni di loro , nelle loro storiche Maison , dove ho quasi vissuto , respirato, sudato , gioito, pianto, a volte maledicendo me stesso per le scelte fatte ,ma imparando ad esprimere il mio gusto affinando la tecnica .

I grandi insegnamenti per la ricerca incessante del bello , anche in una foglia lo puoi trovare ,mi diceva l’architetto della moda , e correre per mercatini dell’antiquariato , vintage , retro’ e dai robivecchi , per trovare quel pezzo , quel particolare che fosse di ispirazione per me e per i miei colleghi dello studio dove lavoravo . Uno schienale di una sedia , un pendente di un lampadario , una macchinina , una chiusura , a volte rotta, di una borsa da lavoro da uomo , fatta con quel cuoio così spesso che nel volerlo piegarlo a forza , quasi sempre si spaccava , una fibbia di una vecchia cintura in vitello fracassata e logora dal tempo , tutto , concorreva nel farmi apprezzare sempre più l’antico, il vissuto che raccontava, pero’ la pelle , il suo odore , quella patina antica acquisita con i tempo e le peripezie subite , fin da subito sembrava volesse attirarmi , per raccontarmi una storia , che dovevo sapere , o forse voleva solo sussurrarmi il mio futuro che non volevo sentire !

Poi il disegno e la creazione di una borsa in pelle e rafia intrecciata con motivo marocchino ripreso da quel pezzo di sedia per la sfilata …

Niente avviene per caso …

E così comincia il mio viaggio , tra concerie ,aziende , mercatini dell’usato tra comprare , disfare e rifare e cucire a mano .

“Mi dici sempre , che ti piacciono le borse…… Ma perché compri per disfare tutto , è come buttare via i soldi e poi non ti rimane nulla !!! “

” Luisa di ArtColor -BL “

Sai dopo i miei studi e gli insegnamenti ricevuti , ho maturato un pensiero , chi faceva borse o oggetti negli anni ’30 , ’40 e ’50 non aveva tutti i mezzi moderni che abbiamo ora , possedeva grande padronanza del mestiere e ancora adesso , quando ho nelle mani alcuni pezzi di grande pregio e maestria , mi pongo sempre domande , le solite e uniche che mi danno la forza di creare , , assieme a ragionamenti vari , tipo , il come ha potuto riuscirci in quegli anni ,e arrivare fino a me , considerando tutto questo lasso di tempo , si vero i segni del passato sono visibili , pero’ la qualità è rimasta ed è proprio questa , le cose fatte con maestria e passione durano nel tempo , e poi , questo particolare è così difficile da tagliare e da lavorare ; dopo i momenti di quasi passione , un misto di amore incondizionato e rispetto , stupore , e ammirazione, arriva la mia affermazione , …. OK , ci voglio provare , come ho due minuti di tempo scendo in garage e lo voglio ricreare !

Chiaro che , non sempre sbudello borse e manufatti , mi limito ad uno studio contemplativo in molti casi ,rilevo misure e faccio considerazioni, in altri , invece la voglia di conoscenza e di sapere è così forte che ,scucio ,scollo ,apro guardo,osservo e poi , riproduco .

Quando riproduco , oltre a carpire i segreti dei maestri del passato e farli miei , penso anche a come ridar vita al mal capitato , con una chiave moderna e attuale .

Per me , il fatto e cucito a mano artigianalmente è una forma di ringraziamento, un tributo, verso i maestri , le loro idee, la loro maestria ed esperienza … I loro anni a faticare .

Ecco dove nasce il mio Revival , ridare vita ad un oggetto in pelle , magari una borsa degli anni 30 , per non dimenticare un idea di creazione , per non dimenticare , colui che l’ha vista, sentita, e poi creata , i suoi valori e sentimenti verso il bello….

…. Perché un oggetto non è solo una cosa e basta! .

Retro Revival , è un progetto , dove gli oggetti con un passato non vanno gettati nella spazzatura perché vecchi e polverosi . Un luogo, della memoria dove il sapere di vecchi artigiani è recuperato come massima espressione creativa. Qui trovi, il mondo del rimettermi in gioco , del sopravvivere dopo esser caduto più volte e aver mangiato la polvere, del reinventarmi perché sono uno , nessuno, e centomila . E’ la voglia di ritrovare la dolcezza di un ricordo , e mi concedo anche il lusso di recuperare , vecchie lavorazioni , di sellai e di pellettieri , tradizioni come fossero le fondamenta del mio futuro , tenute strette da cuciture fatte a mano . Recuperare , mai come ora è quasi necessità , recuperare materiali, come coscienza ecologica ,contro lo spreco dell’acquisto usa e getta . ….Recuperare non significa , tenerci in casa l’immondizia per non gettarla , perché siamo degli accumulatori compulsivi con disagi sociali , ma ridare lustro e vigore a tutta quella parte di quel “mondo” che ci appartiene e che ci rende unici


Nel mio Logo se lo osservi bene , è presente una raganella dagli occhi rossi , e i colori che ricordano il mio paese ; questa piccola creatura cambia colore e si mimetizza per sopravvivere al pericolo , e come lei nel corso della mia vita ho fatto io , e poi, il buccio , buccino , che in pelletteria è la parte esposta della pelle , se ripensi a quello che hai appena letto , mi rappresenta fortemente perché inspessito dalle ” intemperie “

logo

Lascia un Commento


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.